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Sulle carte geografiche dell'antica Roma, in corrispondenza di zone inesplorate dell'Africa e del Medio Oriente, compariva una locuzione latina, hic sunt leones, con cui i romani intendevano caratterizzare luoghi di cui ignoravano aspetto, flora e fauna, al di là della semplice intuizione che fossero aree popolate da belve feroci. Alcuni studiosi ritengono che i Romani abbiano continuato ad usare questo nome a seguito dei conflitti con Cartagine, non più per definire luoghi sconosciuti, ma per rispetto del nemico incontrato in Africa, così arduo da sconfiggere, come i leoni. Oggi l'Africa non è più un continente sconosciuto, e nell'immaginario collettivo i leoni non sono dei nemici, piuttosto evocano rispetto, fierezza, autorevolezza. Un detto in idioma swahili, una lingua bantu diffusa in gran parte dell'Africa orientale, centrale e meridionale, recita mwana simba ni simba, che può essere tradotto con "un cucciolo di leone un giorno sarà un leone". L'Africa contemporanea, grazie alle sue sterminate ricchezze naturali, è una terra di grandi risorse. Tuttavia è un enorme continente che, in confronto ai Paesi del terziario avanzato, soffre un grave gap di sviluppo economico, sociale e tecnologico: la sua parte negli scambi mondiali non oltrepassa il 2%; la crescita demografica va più in fretta di quella economica; il peso del debito pubblico esterno resta troppo forte; i problemi sanitari sono immensi, in particolare la malaria, le malattie diarroiche e l'epidemia dell'Aids. Non è dunque un caso se Finmeccanica, che tradizionalmente rivolge la propria attività di charity laddove le necessità si manifestano con maggiore urgenza, ha per anni patrocinato il Progetto D.R.E.A.M.- Drug Resource Enhancement against Aids and Malnutrition, il primo programma che ha affrontato in termini globali la prevenzione e terapia dell'Aids in Africa. Avviato dapprima in Mozambico nel 2000, il programma si è poi esteso in altri Paesi africani. Suoi obiettivi sono la prevenzione, la diagnosi e la cura dell'infezione, attraverso l'esecuzione di test specifici e la somministrazione di farmaci antiretrovirali - che hanno dato risultati di assoluto rilievo dovunque nel mondo - alle persone malate e in particolare alle donne durante la gravidanza, evitando la trasmissione del virus al nascituro. Grazie anche al sostegno di Finmeccanica sono stati raggiunti risultati al di sopra ogni di aspettativa. Oggi è sano il 97% dei bambini nati da madri sieropositive o malate a cui viene somministrata regolarmente la terapia. Il flagello dell'AIDS purtroppo è solo uno dei mali che affligge il continente africano. In Africa 45 milioni di minori non ricevono nemmeno un'istruzione di base e, se il diritto all'istruzione è un diritto innegabile e pietra miliare della costruzione del futuro per le nuove generazioni, ciò è ancor più vero in Africa. Da qui la volontà di Finmeccanica di confermare ancora una volta il proprio sostegno all'Africa, nella convinzione che il futuro parta proprio da qui, dalla costruzione di una società sostenibile e di un domani per le comunità più giovani di questo enorme continente dal grande potenziale. E sceglie di farlo facendo suo il proverbio swahili "un cucciolo di leone un giorno sarà un leone". La fierezza, l'autorevolezza e la forza dell'Africa sono negli occhi dei giovani di queste terre, che potranno, un domani, grazie allo studio e a una formazione professionale altamente specializzata, diventare i protagonisti dello sviluppo dei loro Paesi, traghettandoli verso il futuro. Questo domani va raggiunto insieme, attraverso la costruzione di un sistema educativo nel Continente Africano. In particolare, Finmeccanica intende ora confermare il suo sostegno all'Africa, con tre nuovi progetti di solidarietà:
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