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Immagine: Milano, 06/05/2010

Napoli, 05 novembre 2010

E l'Italia prese il volo

Venerdì 5 novembre, presso la Sala Bobbio della Facoltà di Ingegneria della Federico II di Napoli, è stato presentato il volume "E l'Italia prese il volo - Vita di Renato Bonifacio", scritto da Guido Moltedo.

"Renato Bonifacio, ingegnere, manager,'visionario', uomo avventuroso eppure capace di muoversi senza rompere il più piccolo ninnolo nella cristalleria della politica, nazionale e internazionale" - si legge nel risvolto di copertina - pragmatico, dotato di genialità intuitiva, con "la mente a Napoli e il cuore a Milano", proiettò l'Italia oltre i confini nazionali, conducendo Aeritalia a diventare la grande azienda che oggi è Alenia Aeronautica.
 
Nato nel 1923, laureato in ingegneria navale e meccanica, entrò all'Eni nel 1957. E' del 1971 il passaggio in Finmeccanica dove fu condirettore generale. Nominato amministratore delegato di Aeritalia nel 1974, ne divenne presidente nel 1979: la "sua creatura" divenne, nel giro di un decennio, una delle più attive a livello internazionale.
 
Tra le grande intuizioni di Bonifacio, le alleanze con i produttori esteri, soprattutto statunitensi (Boeing, McDonnell) ed europei (Aerospatiale, Mbb, Britsh Aerospace). "Dobbiamo quindi a Bonifacio - scrive Romano Prodi nell'introduzione al volume - un permanente senso di gratitudine per avere impostato una strategia di lungo periodo per l'industria aeronautica italiana, una strategia che ha permesso di costruire le alleanze internazionali (…) che mantengono aperte anche oggi le possibilità di futuri passi in avanti".
 
Di particolare interesse l'intervento dell'Ing. Fausto Cereti, ex amministratore delegato di Aeritalia e collaboratore per 20 anni del manager di Castellamare di Stabia:"Anni meravigliosi in assoluta sintonia, ciascuno portando il proprio entusiasmo". "Un grande 'gestore', prima che esistesse l'attuale Ingegneria gestionale, capace di guardare in tutte le direzioni". Capacità che si tradusse nell'intuizione di presentarsi alla Boeing come 'partner' nel programma 767 e di stringere accordi con i francesi di Aérospatiale, che avevano in cantiere un progetto analogo a quello elaborato da Aeritalia nella sfida per i velivoli regionali. I due progetti, in fine unificati, diedero vita all'avventura raccontata nel capitolo V del libro ("L'ATR e le scommesse internazionali"). Bonifacio, ancora raccontato da Cereti, influì anche sulla fine di antiche rivalità con la Marina, che scelse di dotarsi di aeroplani.
 
"Pensare in grande", questa una delle chiavi di volta della figura di Bonifacio sottolineate dall'Ing. Giovanni Bertolone, Direttore Centrale Operazioni Finmeccanica. Una genialità, quella di Bonifacio, premessa alle sfide ancora in corso, tra cui il C-27J (precursore il G.222), le competenze spese nel rapporto con Sukhoi (maturate nell'esperienza ATR), la maggiore collaborazione con l'Europea dell'Est, le ricerche nel settore dei compositi (anche sviluppate nell'impegno sul Boeing 767), il programma AMX (di cui è stato premessa l'impegno nel Tornado).
 
Spiega inoltre Guido Moltedo che se un 'curriculum vitae' si limita a tracciare carriere e successi, una biografia consiste piuttosto nella narrazione di un'epoca che prende forza da vicende personali. Non sorprende quindi la scelta della figura di Bonifacio - "riformatore col coraggio di mettere mano alle cose esistenti e proseguire processi di cambiamento al di là delle naturali resistenze che innescano" - come punto di partenza per tracciare uno spaccato avvincente sull'industria e l'Italia, la nascita della "globalizzazione", l'industria di Stato, la Prima Repubblica. Un'Italia ancora in grado, come nel caso di Alenia Aeronautica, di confrontarsi con i massimi livelli di innovazione.

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